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Carnilië alias [мояwєи]

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Occupation:
Age:
16
Amo i Draghi, gli Elfi e tutto ciò che si possa definire "Fantasy"...ma soprattutto i Draghi, creature secondo me bellissime e che allo stesso tempo emanano un senso di potere e di saggezza...amo anche ciò che è soprannaturale, i misteri delle piramidi come quello di Atlantide..

-=[Black Dragon's Cave]=-

L'angolo di Erbrow, Drago Nero, e Morwen, solitaria Signora dei Draghi
Updated 11/10/2006
Updated 11/10/2006
Updated 11/10/2006
Updated 1/10/2008
Updated 8/26/2007
Updated 11/10/2006
Updated 11/30/2007
Updated 11/10/2006
Updated 11/10/2006
Updated 10/23/2006
Updated 11/10/2006
February 22

Alcune Creature Fantastiche


 I TROLL
Come sono: I Troll sono mostri tozzi e massicci. Hanno volti orrendi su cui spicca il naso grosso e lungo. Non sono molto intelligenti e si esprimono con grugniti e con poche parole. Amano il fuoco e adorano arrostire la carne su grandi falò.
Dove vivono: Tutti i Troll amano i luoghi oscuri e umidi come le caverne, le miniere, i crepacci e le paludi. Per cacciare, tuttavia, si spostano nelle grandi foreste dove non si danno tregua finchè non trovano un "boccone" di loro gusto.
Cosa odiano: Detestano il sole, che ha il potere di bruciare la loro pelle già molto secca e non sopportano le creature diverse da loro. In particolare, diventano furibondi se sentono grida e schiamazzi di provenienza umana o se avvertono la presenza di elfi nei loro paraggi.
 

I GUFI
Come sono: I gufi reali possono pesare intorno ai 2,8 chili per un'altezza di 65 cm e vantano un'apertura alare di 1.70 metri. Le femmine sono più grandi, 3,3 kg per un'altezza di 72 cm e un'apertura alare di 1.80 metri. Si tratta di animali molto intelligenti e sensibili, per questo tendono ad essere estremamente suscettibili e si offendono facilmente se vengono ignorati a lungo.
Caratteristiche: Questi animali sono rapaci notturni; preferiscono quindi viaggiare di notte. Quando non sono in servizio, i Gufi svolazzano in libertà e preferiscono rimanere nei pressi dei boschetti, dove gli esemplari selvatici sono soliti fare il proprio nido.
Cosa amano: Amano cacciare piccoli roditori.
Cosa odiano: Sono molto orgogliosi e quindi detestano non essere rispettati.
 

GLI UNICORNI
Come sono: Gli Unicorni assomigliano a splendidi cavalli. Nell'età adulta presentano un manto bianco immacolato e un lungo corno, che può raggiungere la lunghezza di 50 cm. Appena nati hanno il manto dorato, che assume poi una colorazione argentata e infine diventa bianco. Il sangue di Unicorno ha poteri magici straordinari, così come il corno e il manto.
Caratteristiche: Queste creature sono molto schive ed evitano gli umani. Solo in poche occasioni si mostrano alle Streghe e ancora più raramente permettono ad un Mago di avvicinarli. Quando si lanciano al galoppo raggiungono velocità strabilianti e questa abilità li rende molto difficili da catturare.
Cosa amano: Vivere nelle foreste immacolate, non ancora contaminate dall'uomo.
Cosa odiano: Le creature malvagie. Inoltre non amano essere toccati se non sono loro a volerlo.
 

LE FATE
Come sono: Alte circa una spanna, hanno le sembianze di adolescenti di leggiadra bellezza. Quasi sempre possiedono variopinte ali di farfalla.
Carattere: Una volta superata la loro naturale ritrosia, rivelano un carattere allegro e giocoso. Amano la compagnia e sono curiose al punto di rischiare anche di trovarsi nei pasticci.
Cosa amano: Adorano la musica, la danza, il canto e sono attratte dalla magia.
Cosa odiano: Le creature brutali.
 

 I FOLLETTI
Come sono: I Folletti sono creature fatate. Molte volte vengono confusi con gli Gnomi ma, a differenza di essi, i Folletti sono più dispettosi e curiosi e spesso hanno a che fare con gli uomini. Sono esili e di piccole dimensioni e hanno una carnagione che richiama i colori della natura, dal rosso acceso al marrone. Hanno le orecchie a punta e ci vedono benissimo anche al buio. Secondo la tradizione, il loro sangue è nero.
Caratteristiche: Molti di loro sono socievoli, ma alcuni folletti solitari possono anche essere violenti come i Red Caps (Berretti Rossi). Originari dell'Irlanda e del Nord Europa, i Folletti sono sempre giocherelloni e dispettosi.
Cosa amano: I dolci, in particolare biscotti e focaccine col miele. Amano la natura e gli animali. Si divertono molto a correre tenendosi aggrappati al dorso delle rane.
Cosa odiano: Essere disturbati. Se vengono offesi, anche i Folletti più miti possono diventare vendicativi.
 
I LUPI MANNARI
Chi sono: Sono esseri umani che, con la luna piena, si trasformano in lupi feroci, ma per il resto del tempo hanno un aspetto normale. Si diventa un Lupo Mannaro in seguito ad un morso da parte di un Licantropo o di una maledizione.
Carattere: I licantropi hanno una forza incredibile e una ferocia che fa loro uccidere e spesso divorare altri esseri. Purtroppo non riescono a controllare le proprie azioni e spesso fanno del male loro malgrado.
Cosa amano: Correre, cacciare e sfogare i propri istinti.
Cosa odiano: Paradossalmente, proprio la luna piena, che li costringe a cambiare aspetto e a diventare veri mostri.
 
I GIGANTI
Origini: I Giganti esistono fin dai tempi remoti. Alcuni dicono che siano nati direttamente dalle viscere della terra. Altre leggende invece riferiscono che essi vennero creati da un potentissimo Mago malvagio al quale poi si ribellarono gettandolo nella bocca di un vulcano.
Come sono: Esistono vari tipi di Giganti, ma non tutti sono malvagi. Possono essere di diverse dimensioni: i più imponenti sono quelli delle montagne, mentre i Gigantoi delle colline sono i più "minuti". Hanno tutti una forza spropositata se paragonata a quella di un uomo e spesso sono poco intelligenti. La maggior parte di loro vive depredando bestiame e cacciando.
Dove vivono: In grosse caverne buie. Ogni Gigante è gelosissimo della propria caverna.
Cosa odiano: Molti odiano il sole e le costruzioni. I giganti malvagi rifuggono gli Unicorni, dei quali non sopportano il canto. 
 
December 06

-Comunicazione-

Salve a tutti, ci scusiamo con gli assidui e non visitatori della nostra Oscura Grotta per la nostra mancanza. Per un pò non aggiungeremo più notizie su Draghi e altre creature, nè tantomeno altre immagini Fantasy, per un problema del computer di Morwen, che speriamo si risolva presto! Vi auguriamo intanto buona serata e per venerdì buona Immacolata! A presto,
                                     -Morwen ed Erbrow, Drago Nero-
November 18

Citazioni

Quando l'acqua sommergerà la terra,
il sole sparirà,
le tenebre ed il gelo arriveranno.
Quando l'ultimo Drago e l'ultimo Elfo
spezzeranno il cerchio,
il passato e il futuro si incontreranno,
il sole di una nuova estate splenderà nel cielo.
             
da "L'ultimo Elfo",  Silvana De Mari    

  A un tratto, sulla superficie comparve una crepa. Poi un'altra, e
  un'altra ancora.Affascinato, Eragon si chinò per osservarla,
  il coltello sempre stretto in pugno. In cima, dove s'incontrava
  la ragnatela di fessure, un piccolo frammento sussultò, come
  se fosse in equilibrio, si sollevò e infine cadde sul pavimento.
  Dopo un'altra serie di squittii, dal foro sbucò una piccola testa
  nera, seguita da un bizzarro corpo contorto. Eragon strinse il
  coltello ancora più forte. In pochi istanti la creatura sgusciò
  del tutto fuori dalla pietra. Restò immobile per un attimo,
  poi guizzò verso la luce della luna.
  Eragon si ritrasse, sbigottito. Davanti a lui, intento a leccar
  via la membrana che lo ricopriva, c'era un drago.
 
 
  Eragon gli posò una mano sulla spalla, sforzandosi di emanare
  pace e serenità. Le squame si gonfiarono sotto le sue dita.
  Una sola parola risuonò nella sua mente, limpida e profonda.
  Eragon.
  Era solenne e triste, come se fosse stato appena sugellato
  un patto. Guardò il drago e si sentì formicolare il braccio.
  Eragon.
  Si sentì lo stomaco stretto in una morsa mentre gli occhi
  color zaffiro lo scrutavano, insondabili. Per la prima volta
  non pensò al drago come a un animale. Era qualcos'altro,
  qualcosa di diverso. Si alzò e tornò a casa di corsa, cercando
  di sfuggire al drago. Il mio drago.
  Eragon.
 
 
  Domandò:"Saphira?". Lei ricambiò il suo sguardo con occhi
  intelligenti. In fondo alla mente, Eragon avvertì la sua
  approvazione.
  Sì. Qualcosa scattò nella sua testa, e la voce di lei riecheggiò
  come da una grande distanza. Il ragazzo sorrise in risposta.
  Saphira cominciò a borbottare.
November 12

ELFI: chi sono

Si racconta che migliaia di anni fa in Irlanda cavalcarono uomini e donne bellissime. 
La leggenda narra che fossero i Thuatha de Danaan "gli uomini della Dea", che arrivavano dalle città di Falias, Murias, Gorias, Finias, (portavano con loro la spada di Gorias, la pietra della virtù di Falias, la pentola sempre piena di Finias e la lancia della vittoria di Finias) e che conquistarono tutto il paese, finchè giunsero i Gaeli per cercare di liberarlo, secoli e secoli più tardi. 
Allora gli "uomini della dea" scatenarono una terribile tempesta per disorientare e respingere i Gaeli, che però risposero con i poteri di una Druida che riusciva a comandare gli elementi. 
I Thuata de Danaan si ritirarono sconfitti, scegliendo bellissime colline come dimore segrete. 
Un giorno si sedettero tutti insieme intorno ad un tavolo, bevvero una birra magica e diventarono immortali e potentissimi. 
Tra i discendenti dei Thuatha de Danaan gli elfi
, stirpe di esseri immortali simili agli uomini per aspetto, si avventurarono per primi nella Terra di Mezzo. 
Sono alti (di norma più degli uomini), ma meno robusti e dai lineamenti delicati, anche se possiedono una forza enorme. 
Due sole cause possono portarli alla fine: una morte violenta o la stanchezza di vivere. 
In quest'ultimo caso, si lasciano andare al tedio di un'esistenza infinita e perdono la volontà di vivere. Furono i primi ad usare la parola e ad insegnarla a tutte le altre razze della terra di mezzo. Particolare curioso, gli elfi non dormono mai gli basta riposarsi ogni tanto semplicemente meditando e ricordando il passato, soprattutto di notte quando si stendono e a occhi aperti guardano il cielo stellato (è per questo che sono chiamati dagli uomini "il popolo delle stelle"; inoltre hanno una vista portentosa e un udito molto sensibile anche di notte). 
Amanti del canto e della musica, non smetterebbero mai di far baldoria e di cantare canti delicati e malinconici. Esistono varie tipologie di Elfi: i Sindar (gli elfi dei Boschi), i Mezzelfi (incrocio tra uomini ed elfi) e i Noldor, i più diffusi e importanti, detti anche "Elfi Puri" I Noldor appresero l'arte di lavorare gemme splendenti dai Valar, le creature divine; sono più gracili degli umani ma senza dubbio i più forti e robusti tra gli elfi e sono immuni da malattie; sono i più curiosi e sentimentali tra gli elfi, pieni di passione per le arti e di bramosia di conoscere. Nemici giurati dei Noldor sono i goblin, i troll ed i draghi. Inoltre, a causa del loro orgoglio, non hanno molta considerazione delle altre razze umane.
 
 
 
 
 
October 21

I DRAGHI secondo la mitologia

I draghi sono creature mitico-leggendarie, presenti nell'immaginario collettivo di molte culture come esseri sia malefici che benefici. La presenza della figura mitologica del drago in moltissime culture in varie parti del mondo fa supporre che il drago nasca come spiegazione del ritrovamento di fossili di dinosauro, altrimenti impossibili da spiegare. 

Mitologia cinese

Nella mitologia cinese il drago è una bestia che è composta da varie parti di animali, ha il muso da coccodrillo, il corpo di serpente, la criniera e gli artigli da tigre, le corna da cervo. È considerato un essere positivo e di grande saggezza, tanto che il trono dell'imperatore cinese era detto il Trono del Drago, e la sua faccia il Volto del Drago. Le credenze cinesi affermano anche che alla morte di un imperatore, esso volasse in cielo sotto forma di drago, e che quando un drago si alza in volo la pressione delle zampe sulle nuvole provoca la pioggia. Infatti il re-drago cinese Lung Wang è considerato colui che provoca la pioggia.


     

Mitologia cristiana

Nell'iconografia cristiana il drago rappresenta il Diavolo e deriva da un drago dell'Antico Testamento che a sua volta deriva dal drago babilonese Tiamat, essere di sesso femminile. Nel Libro di Giobbe, è citato il Behemot, drago leggendario. La leggenda più nota è quella di San Giorgio, patrono dell'Inghilterra, che a seconda delle versioni uccide o addomestica il drago, liberando una fanciulla. In Italia, il santo più noto per aver ucciso un drago, tanto da venir spesso rappresentato in tale atto, è San Mercuriale, primo vescovo e patrono della città e diocesi di Forlì. Altri santi alla cui figura è accostato il simbolo del drago sono, oltre a Giorgio ed all'arcangelo Michele, San Filippo, San Silvestro, Santa Marta, Santa Margherita e Santa Giustina.


      

Mitologia norrena

Il drago è presente anche nei miti delle popolazioni scandinave, quasi sempre come essere malefico, come Fafnir, il drago che ruba e custodisce il tesoro dei Nibelunghi e viene ucciso da Sigfrido, oppure Niðhöggr che cerca di distruggere il mondo rosicchiando le radici dell'albero Yggdrasill. Altro mostro serpentiforme è Miðgarðsormr, figlio di Loki e della gigantessa Angrboða, viene gettato da Odino nell'oceano. Miðgarðsormr è talmente grande da riuscire a circondare tutta la terra e a mordersi la coda da solo. Abbocca all'amo di Thor, mentre quest'ultimo è a pesca; dopo una cruenta lotta il dio riesce a mettere in fuga il mostro. Jormungand è predestinato ad uccidere ed a essere ucciso da Thor al momento del Ragnarök. Uno dei draghi della letteratura tradizionale germanico-norrena che maggiormente descrive lo stereotipo successivamente accolto dall'immaginario popolare e dal fantasy è quello del poema anglosassone Beowulf: si tratta di una serpe alata, che sputa fiamme e custodisce un antico tesoro.

Altra caratteristica del drago nella mitologia norrena è la sua capacità linguistica. Esso è in grado di parlare tutte le lingue, di cui si serve per mentire ed ingannare. Nella saga dei Volsunghi Sigfrido uccide il drago Fafnir. Un vecchio uomo (sotto le cui spoglie si celava Odino) che lo consiglia nell'impresa, gli suggerisce inoltre di scavare molte buche per far defluire il sangue del mostro e bagnarcisi. Bagnarsi nel sangue di Fafnir conferisce l'invulnerabilità. Sigfrido inoltre, dopo aver assaggiato il sangue del drago ucciso acquista il potere di comprendere il linguaggio degli uccelli.


                                                                                               

Cultura moderna e contemporanea

In epoca romantica, specie in area germanica e anglosassone, cominciò a rifiorire l'interesse per la mitologia germanica. Questo interesse fu accompagnato da un moltiplicarsi di riedizioni del canto dei Nibelunghi e di sue rivisitazioni sceniche (la più importante: il ciclo operistico L'anello del Nibelungo, di Richard Wagner). In queste la figura del drago, sempre presente, assume progressivamente caratteristiche tipiche dell'odierno fantasy.

Attualmente i draghi sono diventati alcuni tra i protagonisti dei romanzi e giochi di tipo fantasy. Grazie agli scritti di J. R. R. Tolkien (Lo Hobbit e Il Silmarillion) la passione per il fantasy (dalla letteratura al gioco) è largamente diffusa. In questo contesto la figura dei draghi risulta essere emblematica e fortemente radicata nell'immaginario collettivo. Molti scrittori di fantasy del XX secolo hanno poi scritto di draghi: Margaret Weis e Tracy Hickman ne Le Cronache di Dragonlance, Il ciclo di Death Gate e ne Il ciclo della Pietra Sovrana. Tra i giochi il più noto è sicuramente Dungeons & Dragons, ma anche Warhammer Fantasy. Un drago sui generis (per la precisione un drago della fortuna, ispirato in parte alla tipologia cinese) è inoltre uno dei protagonisti del romanzo La storia infinita di Michael Ende.

Con un accento più fantascientifico, la scrittrice Anne McCaffrey ha dedicato un fortunato ciclo di romanzi ai Dragonieri di Pern. Sul pianeta Pern, anticamente una colonia terrestre, una casta di dragonieri cavalca veri e propri draghi, ottenuti con l'ingegneria genetica a partire da una forma di vita indigena, i quali oltre alla classica capacità di sputare fuoco possono viaggiare nello spaziotempo con il pensiero.

fonte: Wikipedia

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